News Viaggio in solitaria: perché gli italiani scelgono la libertà di partire da soli

Viaggio in solitaria: perché gli italiani scelgono la libertà di partire da soli

Dal desiderio di muoversi senza vincoli alla cura dei dettagli prima della partenza, il nostro sondaggio racconta un modo di viaggiare più personale e consapevole.

Partire da soli oggi ha un altro significato

Quando parliamo di viaggio in solitaria, non pensiamo più a una vacanza senza compagnia. Pensiamo a una scelta piena, cercata, costruita intorno a un ritmo personale. Si parte per decidere quando fermarsi, cambiare strada, entrare in un museo all'improvviso o restare più a lungo in un quartiere che ci somiglia. Nel nostro sondaggio, questa idea di libertà appare con forza tra i viaggiatori italiani.

Prima del Covid, solo il 7% degli italiani si diceva pronto a partire da solo. Oggi il quadro è diverso: il viaggio in solitaria entra in una fase più matura, dove autonomia, preparazione e sicurezza convivono con il desiderio di aprirsi alla cultura locale. Non è una fuga dal gruppo, ma un modo per ascoltare meglio ciò che ci muove.

Abbiamo analizzato abitudini e aspirazioni in diversi mercati internazionali attraverso un'indagine condotta da OnePoll per eDreams ODIGEO. In Italia, il campione di 1.000 persone ci aiuta a leggere un cambiamento concreto: partire senza compagni non significa rinunciare alla condivisione, ma scegliere con più cura quando cercarla.

42%

degli italiani sceglierebbe di viaggiare da solo per libertà di movimento

36%

considera essenziale pianificare in anticipo

38%

vede nel viaggio da soli un modo per rafforzare l'autosufficienza

9.000

intervistati coinvolti nei mercati internazionali analizzati

La libertà di movimento guida la scelta italiana

Ci riconosciamo in un tratto molto italiano: il piacere di cambiare programma senza dover negoziare ogni tappa. Nel confronto internazionale, il dato italiano sulla libertà di movimento è il più alto tra i mercati analizzati. Questo ci racconta che l'autonomia non è solo logistica. È poter seguire una curiosità, scegliere un treno più tardi, cenare dove capita e lasciare spazio a ciò che il luogo suggerisce.

Il desiderio di conoscersi meglio e l'assenza di amici o familiari disponibili seguono con lo stesso peso nelle risposte, ma il cuore resta la possibilità di muoversi senza vincoli. Per noi, il viaggio in solitaria diventa così una pratica di ascolto attivo: del territorio, delle proprie energie e del tempo che finalmente non va condiviso per forza.

Cosa conta davvero prima e durante la partenza

Una lettura dei fattori che orientano la scelta degli italiani quando immaginano o preparano un viaggio da soli.

Aspetto Dato emerso Cosa ci racconta
Conoscersi meglio 25% Una parte dei viaggiatori associa la partenza a un momento di osservazione personale, lontano dalle abitudini condivise.
Amici o familiari non disponibili 25% La solitudine non nasce sempre da un piano romantico: a volte è il modo più semplice per non rimandare.
Sicurezza 28% Marsupio porta soldi, kit di primo soccorso e contatti di emergenza aiutano a partire con più lucidità.
Comfort 21% La comodità resta una priorità concreta, soprattutto quando ogni decisione pratica ricade su chi viaggia.
Donne

Più attenzione a sicurezza e preparazione

Tra le viaggiatrici italiane, la sicurezza pesa più che tra gli uomini, con il 32% delle preferenze rispetto al 23%. Anche la pianificazione risulta leggermente più presente, segno di un approccio che lascia spazio alla libertà senza rinunciare al controllo dei dettagli.

Uomini

Il comfort entra nella definizione di autonomia

Gli uomini italiani indicano più spesso il comfort come priorità, con il 23% contro il 19% del campione femminile. Per molti, stare bene in viaggio significa scegliere soluzioni pratiche, ritmi sostenibili e spostamenti meno faticosi.

Generazioni

Ogni età cerca qualcosa di diverso

La Gen Z associa soprattutto il partire da soli all'autosufficienza, indicata dal 59% dei rispondenti. I Millennial leggono questa esperienza come apertura mentale, con il 38% orientato verso culture e modi di pensare diversi.

Dalle prime partenze alla ricerca di chiarezza

L'età cambia il modo in cui immaginiamo una partenza in solitaria. Tra i più giovani, il viaggio da soli è una prova concreta: non un gesto impulsivo, ma un'occasione per verificare di saper stare bene con sé stessi. Chi ha tra i 18 e i 24 anni mostra anche una forte attenzione alla sicurezza, segno che l'indipendenza non viene confusa con l'improvvisazione. Nella fascia tra i 25 e i 34 anni cresce il bisogno di ordine prima della partenza. Mappe, GPS, biglietti acquistati in anticipo e app per le attività non tolgono spontaneità al viaggio: creano una base da cui muoversi con più fiducia. Nei gruppi tra i 35 e i 54 anni, invece, il comfort acquista peso. Quando il tempo libero è prezioso, viaggiare da soli significa anche proteggere la qualità dell'esperienza.

Dalle prime partenze alla ricerca di chiarezza

Quattro modi in cui il viaggio in solitaria ci cambia il passo

Dai preparativi alla relazione con il luogo, partire da soli allena competenze che restano anche dopo il rientro.

Scegliamo il nostro ritmo

Senza dover coordinare desideri diversi, possiamo costruire giornate più aderenti alle nostre energie e cambiare direzione quando serve.

Prepariamo meglio il terreno

Organizzare strumenti, spostamenti e prenotazioni prima di partire rende più semplice vivere il luogo con presenza, senza pensare a ogni dettaglio sul momento.

Diamo forma alla prudenza

La sicurezza diventa una pratica quotidiana: contatti utili, documenti accessibili e piccole abitudini che aiutano a sentirci più saldi.

Entriamo meglio nella cultura locale

Quando viaggiamo da soli, spesso osserviamo di più, facciamo domande diverse e accettiamo conversazioni che in gruppo avremmo forse lasciato passare.

Un modo più consapevole di attraversare il mondo

Nel confronto con gli altri Paesi, gli italiani spiccano per il desiderio di autonomia, mentre gli statunitensi legano più spesso la partenza da soli alla voglia di sperimentare e conoscersi. Britannici e tedeschi, invece, risultano più propensi a partire quando amici o familiari non sono disponibili. Ogni mercato ha una sfumatura diversa, ma tutti confermano che il viaggio in solitaria è entrato nelle scelte reali dei viaggiatori.

Per noi, il dato più interessante resta il modo in cui libertà e preparazione si tengono insieme. Il viaggiatore solo non è necessariamente più audace, ma spesso è più attento: sa che ogni decisione pesa, dalla scelta del quartiere in cui dormire al modo in cui rientrare la sera. Questa attenzione non spegne l'avventura. La rende più abitabile.

Partire da soli può voler dire camminare senza parlare per ore, sedersi al bancone di un bar, cambiare città perché il meteo promette meglio altrove. Può voler dire tornare con una mappa sgualcita e una sicurezza nuova. Il nostro sondaggio ci dice che sempre più italiani sono pronti a provarci, con la libertà in tasca e un piano abbastanza solido da lasciar spazio all'imprevisto.

Frequently Asked Questions

Intendiamo una partenza scelta e organizzata senza compagni di viaggio fissi. Può includere incontri lungo il percorso, ma lascia a chi parte la piena gestione di tempi, tappe e priorità.

Nel nostro sondaggio emerge soprattutto il bisogno di autonomia. Gli italiani associano questa scelta alla possibilità di muoversi liberamente, ascoltare i propri ritmi e non dipendere dalla disponibilità di altre persone.

Consigliamo di costruire una base pratica prima della partenza: itinerari flessibili, documenti accessibili, mappe offline, contatti di emergenza e prenotazioni principali già confermate.

No, il nostro sondaggio mostra sensibilità diverse. Le donne danno più peso alla dimensione personale e alla sicurezza, mentre gli uomini citano con maggiore frequenza libertà di movimento, comfort e nuovi incontri.

Il sondaggio è stato condotto da OnePoll per eDreams ODIGEO tra il 9/06/2026 e il 17/06/2026. L'indagine ha coinvolto Francia, Portogallo, Italia, Spagna, Germania, Stati Uniti e Regno Unito.

Pronti a immaginare la prossima partenza?

Che sia un weekend breve o un itinerario più lungo, possiamo iniziare da una ricerca semplice e lasciare che la meta trovi il suo ritmo.

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